Capitolo IX · Parte I
Tutti i nomi del cante: L’inizio dell’asse della Siviglia cantaora
Pubblicato il 1 ottobre 2026


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Dove il canto flamenco smise di essere un rito familiare per diventare un mestiere?
Coloro che sostenevano con il loro lavoro e la loro povertà le imprese di un impero in declino (l’Impero spagnolo) portavano nella gola la testimonianza della propria esistenza.
Il cante è un mistero di sale, terra e fuoco: la storia di tanti raccontata dalle profondità della terra.
All’inizio i loro canti si cantavano a porte chiuse, dentro casa, ma a poco a poco si aprirono verso l’esterno.
Con i cafés cantantes, il cante passò dal sacro della casa, del rito e della famiglia al profano del caffè e della taverna, fino a diventare un mestiere. Fu un fenomeno senza pari. Accadde all’Alameda, in calle Feria e dintorni.
Con gli anni la sua trasmissione avrebbe raggiunto il mondo intero: oggi è così.
Questo è il mio modesto omaggio a tutti i nomi del cante che fecero scuola. Comincia qui, all’Alameda de Hércules, e arriva in tre parti: i fondatori, quelli che diedero continuità e quelli che lo portarono verso il XX secolo.
Oggi apriamo la prima parte del capitolo IX: quindici nomi, da El Planeta ad Antonio Chacón.
Se questo capitolo ti ha incuriosito, vieni a percorrerlo con me.
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© 2026 Daniela Caminos / Juncal Flamenco Artes & Producción